LA CRISI D’IMPRESA E LE POSSIBILI STRADE ALTERNATIVE AL FALLIMENTO

DeC assicura ai proprio clienti una attenta valutazione dei rischi e opportunità delle operazioni di risanamento d’azienda nel contento macroeconomico attuale.

Tutti gli strumenti di soluzione della crisi sono stati graduati in relazione allo stato di  crisi che attraversa l’azienda ed alla gravità del contesto in cui la crisi deve essere gestita.
Gli strumenti para concorsuali (stragiudiziali) e concorsuali (giudiziali) per la tutela delle imprese sono infatti:

  1. il piano attestato di risanamento (ex art. 67 l.f.) per l’imprenditore che deve rimediare ad  una situazione di crisi reversibile nella quale l’insolvenza non si è ancora manifestata;
  2. gli  accordi di ristrutturazione dei debiti (ex art. 182 bis l.f.), adatti a fronteggiare crisi  patrimoniali e finanziarie, con la semplice omologa dell’accordo da parte del tribunale;
  3. il  nuovo concordato preventivo (ex art. 160 l.f.) ed in particolare il concordato in  continuità (ex art. 186 bis l.f.), più flessibile e adatto alla regolazione di crisi anche più gravi,  con l’intervento più invasivo del tribunale fallimentare.

Tutti questi strumenti necessitano di una figura professionale, l’ advisor.

Il ruolo dell’advisor è quello di elaborare un piano finanziario necessario a promuovere una proposta di manovra da offrire ai terzi coinvolti nella ristrutturazione del debito.